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L'arcipelago di La Maddalena è un gruppo di isole a nord-est della Sardegna, al largo delle coste della Gallura. Tra le più importanti, La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Budelli, Santa Maria, Razzoli, Spargi.... Se ne contano 62, fra isole e isolotti, per un totale di 180 km di coste. Le uniche isole abitate sono La Maddalena e Caprera, ma vi sono delle case anche a Santa Maria che vengono utilizzate come residenze estive.

L'arcipelago è una meta ambita dai diportisti per via delle bellezze naturali e delle acque incontaminate color smeraldo. L'intero arcipelago e le sue spiagge, ovvero sia l'area marina che quella terrestre, sono totalmente inclusi all'interno del Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena dal 1994.

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L’isola di La Maddalena, la più grande dell’arcipelago, si affaccia su Palau dalla quale dista 15 min in traghetto. Una volta arrivati sull’isola perdetevi tra il susseguirsi di palazzi del 700, negozietti, case colorate, caffetterie e ristoranti per scoprire la vera anima di La Maddalena, unico centro abitato della zona, caratterizzato da un insieme di vie e vicoli che si intersecano formando un affascinante borgo colorato. 

La città, fondata nel 1770, grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo ha avuto un ruolo cruciale in alcuni importanti eventi storici. Per citarne alcuni, l’ammiraglio Nelson la riteneva strategicamente più importante di Malta, cosa che lo portò a rimanere nelle acque dell'Arcipelago per più di un anno. Nel 1793 la storia di La Maddalena si intreccia con Napoleone Bonaparte quando egli tentò di invadere l’isola senza successo. Fu Domenico Millelire, comandante della flotta sarda, che riuscì a sventare i piani di Bonaparte.

Situata a est rispetto a La Maddalena, è la seconda isola dell’Arcipelago per grandezza. Caprera è raggiungibile, oltre che in barca, percorrendo il ponte che la collega a La Maddalena. Una volta arrivati sull’isola si avrà un’immersione in una natura selvaggia e senza tempo. L’unica zona abitata dell’Isola è Stagnali, un piccolo borgo che ospita le case di alcune famiglie.

Caratterizzata da una natura incontaminata, l’isola di Caprera è sicuramente molto conosciuta anche per la sua storia, intrecciata al Generale Giuseppe Garibaldi, ma anche al ruolo strategico ricoperto a livello militare. 

Caprera offre diversi punti d’interesse storico: dalle fortificazioni costruite nella prima metà del 900 in punti strategici dell’isola, ai luoghi legati a Giuseppe Garibaldi, colui che forse più di tutti ha reso Caprera famosa. Nonostante la sua presenza non fu continuativa, il generale decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Caprera, essendosene innamorato appena sbarcato sull’isola la prima volta. Il Generale vi costruì la sua casa, oggi diventata museo, luogo da non perdere durante la visita di Caprera. 

Le esigenze militari hanno poi portato alla costruzione, lungo le coste dell'isola, di svariate strutture militari concepite per il controllo e la difesa del territorio.
Candeo, in particolare, è l’espressione più chiara di un territorio modellato dall’uomo con diligenza, rispetto e passione, adattandosi in maniera splendida al concetto difensivo del “poter controllare e vedere senza essere visti”.

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Quarta isola per dimensione dell’arcipelago, la si può ammirare dal traghetto nella traversata da Palau a La Maddalena.

Isola ricca di storia, forse quella dove le tracce sono meglio conservate,  è la prima dove vi fu costruita un’opera di difesa permanente nell’Arcipelago di La Maddalena - la Torre di Villamarina nel 1767.

Oltre alle fortificazioni, una passeggiata da non perdere sull’isola di Santo Stefano è alla Cava di granito di Villamarina, in uso fino alla seconda guerra mondiale, uno tra i paesaggi più affascinanti. Al suo interno si trovano ancora blocchi di pietra semilavorati, tra cui un colossale busto di Costanzo Ciano, il padre di Galeazzo Ciano, commissionato nel 1941 ma mai finito. 

Sull’isola sono state scoperte tracce risalenti alNeolitico, provenienti dall’interno di un tafone, proprio come a Spargi. Si tratta di oggetti in ossidiana e porfido, usati probabilmente per la caccia.

Nel 1972 il governo italiano concede agli USA la parte orientale dell’isola di Santo Stefano che ha ospitato una base navale americana, oggi base di appoggio e deposito gestito dalla Marina militare italiana.

Terza isola per grandezza dell’arcipelago, si erge maestosa immersa in una fittissima vegetazione. Raggiungibile solo via mare, ma lo sforzo vale davvero la pena: rocce granitiche, spiagge da sogno, particolari dune di sabbia che caratterizzano alcune cale e un entroterra ricco di vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Per chi arriva da ovest, l’isola sembra inospitale, con rocce a picco sul mare e priva di spiagge. Non bisogna lasciarsi ingannare, basterà proseguire verso est e il visitatore sarà inondato da alcune delle spiagge più belle dell’Arcipelago: Cala Corsara, Cala Granara e Cala Ciaccaro. 

Raggiunta l’isola, quello che salta all’occhio sono le forme delle rocce, una più bizzarra dell’altra. Tra le più famose quella della strega e del bulldog, ma ne esistono molte altre: a voi la libertà di trovarle e fantasticare.

Caratteristica peculiare dell’isola è la presenza di piccoli corsi d’acqua, chiamati vadine, particolarmente abbondanti nella stagione delle piogge, che offrono ai visitatori uno spettacolo inusuale. Si tratta di piccoli fiumi che scendono fino al mare, spezzando le spiagge per farsi strada.

Spargi, però, non è solo natura e spiagge incontaminate, è anche storia militare. Infatti sull'isola sono presenti diverse fortificazioni costruite tra la fine dell’800 e i primi del 900. 

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A nord-ovest si trovano gli isolotti di Spargiotto e di Spargiottello, tutelati dall'Ente Parco in quanto importanti zone di nidificazione dell'avifauna marina caratterizzata dal Gabbiano corso (Larus audouinii), Berta maggiore (Calonectris diomedea), Berta minore (Puffinus yelkouan) e Uccello delle tempeste (Hydrobates perlagicus).

Un importante ritrovamento archeologico venne realizzato di fronte alle coste di Spargi, sulla secca Corsara (a -18 mt di profondità), dal palombaro maddalenino Lazzarino Mazza nel 1939. Venne infatti riportato alla luce il carico di una nave oneraria romana (110 a.C.) e successivamente, nel 1958, grazie al direttore del Centro Sperimentale d'Archeologia Sottomarina di Albenga, Nino Lamboglia, e al giornalista Gianni Roghi, iniziò la campagna di ricerca. Una seconda campagna fu condotta nel 1963, che purtroppo denunciò la mancanza di molti reperti, trafugati da ricercatori di frodo. Tutto ciò che fu rinvenuto, circa 2.000 anfore e ceramiche è oggi custodito nel Museo Navale "Nino Lamboglia" di La Maddalena.

Porto Madonna

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Budelli 

Situata a nord ovest dell’isola di La Maddalena, Budelli è sesta in ordine di grandezza tra le isole dell’Arcipelago. Insieme alle vicine isole di Razzoli e S. Maria, le più prossime alle Bocche di Bonifacio, racchiude uno specchio d’acqua noto come I Passi (Passo del Topo e Passo degli Asinelli). La costa, molto frastagliata, si apre ad alcune baie di sabbia chiarissima offrendo delle spiagge da sogno. 

Punto panoramico da non perdere se approdate a Budelli è il sentiero del Monte Budello, punto più alto dell’isola (88 metri). Per raggiungere il monte, si percorre il sentiero che parte dalla casa del custode e sale attraverso la macchia mediterranea fino a raggiungere la sommità. Una volta arrivati in cima avrete un panorama strabiliante su La Maddalena e le Bocche di Bonifacio.

L'isola di Budelli ha un aspetto massiccio e compatto, con una superficie di circa 1,70 Kmq con un perimetro di circa 9 Km. Pur essendo di dimensioni modeste, è dotata di un'idrografia abbastanza sviluppata, costituita da piccoli corsi d'acqua che, nel periodo delle piogge, drenano i deboli rilievi dell'isola e sfociano direttamente a mare.


 

La Spiaggia del Cavaliere, situata nella parte nord-est dell’isola di Budelli, è una meravigliosa piscina naturale affacciata sul Porto della Madonna, spettacolare specchio d’acqua racchiuso tra Budelli e le vicine isole di Razzoli e Santa Maria. La spiaggia, con sabbia finissima di colore bianco, e una vegetazione retrostante, caratterizzata da macchia mediterranea, lascerà i visitatori stupefatti. Il fondale basso e sabbioso risulta perfetto per famiglie con bambini. A causa di una continua erosione dell’arenile, come dimostrato a seguito di vari studi scientifici, a partire dall’estate del 2020 la spiaggia è aperta solo parzialmente.

La Spiaggia Rosa, famosa in tutto il mondo per i suoi colori, è collocata in un’ampia insenatura nella parte sud-orientale dell’isola di Budelli. La spiaggia è riparata a nord da un piccolo promontorio roccioso molto frastagliato, sul versante opposto da un promontorio molto più alto, e una cintura di ginepro collocata dietro, la protegge dai venti occidentali.

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Santa Maria 

 

Isola di strepitosa bellezza, situata a nord dell’arcipelago di La Maddalena è la più pianeggiante di tutte, il punto più alto è Guardia del Turco (49m). Separata dalla vicina isola di Razzoli da uno strettissimo canale chiamato Passo degli Asinelli. 

I primi abitanti dell’isola, alcuni monaci benedettini, risalgono al 1238. Si è ritenuto, per lungo tempo, che il convento dei monaci si trovasse sull’isola di Budelli; al contrario, la comunità religiosa aveva la sua sede sull’isola di Santa Maria, che, al pari delle altre (Razzoli e Budelli) era identificata al tempo con il termine generico di Isole dei Budelli. l budelli identificavano gli stretti bracci di mare tra le tre isole, al pari dei cunicula romani e dei caruggi genovesi. Tutt’oggi, si possono distinguere nella parte inferiore di una costruzione edificata successivamente i segni di quella che fu una piccola chiesa benedettina.

 

Razzoli 

 

Situata a nord dell’isola di Budelli, Razzoli è la quinta isola più grande del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena con una superficie di poco più di un chilometro quadrato e uno sviluppo costiero di oltre dodici chilometri.

Caratterizzata da un inconfondibile litorale frastagliato e una conformazione montagnosa con la cima più alta in monte Cappello (65 metri). 

A farla da padrone sono la vegetazione incontaminata e l’abbondante presenza di fauna marina con fondali immacolati e ricchi, perfetti per lo snorkeling.

 

Cala Lunga l'unico approdo nell'isola di Razzoli è una profonda insenatura dove l’ancoraggio è adatto solo quando spirano i venti orientali. La spiaggia, in fondo l’insenatura, è composta di ciottoli e sabbia fine ed essendo raggiungibile solo via mare è relativamente poco frequentata anche nei mesi estivi.Dalla spiaggia è possibile iniziare l’esplorazione dell’isola di Razzoli con un paesaggio costituito prevalentemente dalla macchia mediterranea e da rocce granitiche scolpite dal vento.

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L'isola è particolarmente ricca di elicriso, che colora il paesaggio di giallo e dona a Razzoli un odore caratteristico.

Dalla spiaggia parte l’antica mulattiera che conduce al faro di Razzoli: la passeggiata è molto facile lungo una mulattiera di circa 2km che serviva a trasportare il materiale alle famiglie che abitavano il faro. Oggi permette di godere di panorami mozzafiato sull’isola e sulle Bocche di Bonifacio. L’edificio del vecchio faro fu costruito tra il 1843/44, a picco sul mare, ed era un faro molto potente che richiedeva il lavoro di numerose famiglie. Era un fabbricato di tre piani dipinto a fasce bianche e nere, un faro d’altura con un fascio luminoso della portata geografica di 22 miglia. Nel marzo del 1969, a causa delle lesioni nei muri perimetrali dovute alle vibrazioni ed al rumore dei tre potenti motori diesel, il faro viene dichiarato non abitabile ed il personale trasferito ad altri incarichi. Cinque anni più tardi, nel marzo del 1974, venne costruito un nuovo faro, a poca distanza dal primo, che ne assicurava il funzionamento autonomo con l’ausilio di pannelli solari.

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